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| Biennale
del Restauro |

Perché
la Biennale:
Non esiste un luogo istituzionalizzato di confronto permanente e di
verifica su scala internazionale, di sperimentazioni progettuali nell'ambito
del restauro architettonico e della riorganizzazione della città
esistente. La Biennale consente pertanto un'esposizione ragionata
sugli interventi effettuati od in corso, affrontando tematiche di
natura culturale e di definizione teorica, come anche aspetti relativi
all'uso delle tecnologie ed alla valutazione delle valenze e caratteristiche
residue del patrimonio architettonico.
Un ambito importante riguarda poi la riqualificazione e reinvenzione
degli spazi architettonici ed urbani, in un'ottica legata alle peculiarità
regionali ed all'uso corretto delle risorse locali.
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Aree tematiche prioritarie del Progetto di Biennale
A. Progetti di Manutenzione Permanente della Città Storica.
I rapidi cambiamenti nello scenario socioeconomico europeo e le trasformazioni
demografiche e geografiche incrementano oggi la discrepanza tra lo
sviluppo delle attività umane e l'ambiente costruito, dando
luogo a differenti politiche
di intervento, dipendenti essenzialmente dalle strutture economiche
e di ciascun paese. Tutte le problematiche che investono la complessità
di tali processi, trovano modalità e campi di sperimentazione
permanenti nelle piccole città che hanno interesse a creare
sistemi di manutenzione permanente del patrimonio edilizio locale.
Nel prendere atto di queste realtà prevalenti, è necessario
uno sforzo maggiore di confronto e discussione, a livello internazionale,
attorno a questo ambito tematico.
B. Interventi di Riqualificazione Globale di Complessi Monumentali
Gli interventi su questo patrimonio sono da sempre contesi tra contrastanti
ragioni ed interessi. Tra questi le esigenze di adeguamento - anche
solo parziale - ai nuovi standard di benessere ambientale e di sicurezza
(sismici, impiantistici, antincendio, ecc.) che contrastano con quelle
della conservazione degli involucri e delle strutture; oppure il dibattito
acceso attorno all'uso appropriato delle tecnologie avanzate e/o la
riproposizione delle tecnologie del passato. Le soluzioni a queste
ed altri problematiche irrisolte potrà scaturire solo dal confronto
diretto su scala internazionale affrontato includendo tutti
gli aspetti che condizionano il processo decisionale.
C. Strategie per la riappropriazione degli edifici dismessi
ubicati nei centri urbani ed extraurbani ed archeologia industriale.
Con riferimento alla crescente domanda edificatoria ed alle trasformazioni
demografiche ed infrastrutturali dei centri abitati, è divenuta
critica una ricerca di strategia globale di riutilizzo degli edifici
rappresentativi o industriali dismessi (cinema, teatri, edilizia per
l'artigianato e l'industria, caserme, ecc.), basata sulla lettura
attenta ed interdisciplinare dei processi trasformativi dell'ambiente
costruito. Solo attraverso un ricco scenario di idee e di vincoli,
come quello che potrà offrire una biennale internazionale di
restauro, si ritiene possano emergere strategie di riappropriazione
basate su approcci interdisciplinari, privilegiando risorse e valori.
D. Interventi sul patrimonio edilizio del nostro secolo.
I criteri di intervento in questa fascia di edifici vengono da sempre
stabiliti sulla base di normative tecniche e legislazione specifica,
discutibili o mancanti del tutto, lasciando perciò grande spazio
all'iniziativa privata ad alla interpretazione gratuita.
Nessuno si aspettava, inoltre, di dover utilizzare gli edifici in
cemento armato realizzati subito dopo la seconda guerra mondiale,
per un periodo superiore ai dieci - vent'anni; la grande ricostruzione
postbellica degli anni cinquanta veniva intrapresa nella convinzione
che presto si sarebbe potuto rifare tutto meglio e con tecnologie
più moderne.
Questi edifici richiedono perciò, oggi, cure di restauro strutturale,
adeguamenti impiantistici e miglioramenti estetici che vanno regolamentati
attentamente, in relazione alle risorse economiche e tecnologiche
di ciascun paese. Un confronto su scala internazionale delle loro
potenzialità residue (sicurezza, valori estetici, valori tecnologici,
ecc.), potrà suggerire politiche di intervento che risanino
non solo gli edifici stessi, ma anche le economie locali.
Lo sforzo differenziato che viene posto nei diversi paesi (quelli
più poveri e quelli più avanzati) per allungare la durata
di vita di questi edifici, può far comprendere la vastità
di suggerimenti e soluzioni che possono scaturire da un ragionato
confronto su scala internazionale. |
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