MEDAGLIE D’ORO

DI CUI E' INSIGNITO IL LABARO DELLA TOSCANA

 

 

COGNOME

 


REPARTO

 


LUOGO E DATA

DEL FATTO D’ARME

 

DECRETO DI

CONCESSIONE

 

LUOGO E DATA

DI NASCITA

 

1

 

Ten.SPE

BERGHINZ

Giovanni Battista

 


3° cp. Cannonieri

Amara - Partigiano

 


Zona di Udine

12.08.1944

 

24.04.1948

 

Montecatini Terme

(PT), 08.02.1918

 

2

 

Capitano

BOCCI

Enrico Guido


7° Rgt. Art. C. d’A.

Partigiano Divisione

Giustizia e Libertà

 


Firenze,

Giugno 1944

 

06.09.1949

 

Firenze, 28.06.1896

 

3

 

Capitano SPE

BOTTIGLIONI

Carlo


3° Rgt. Art. Alpina

 


Val Bercio-

Mali Palcies:Q.1430

(Fronte Greco)

30.12.1940 – 06.01.1941

 

18.04.1940

 

Carrara, 10.10.1906

 

4

 

Cap. Compl.

CACCIATORI

Werter

 


127° Btr.  90/53

 


Lero,

16.11.1943

 

18.10.1947

 

Apuania, 14.03.1912

 

5

 

Cap. Compl.

CONTI

Bruno


35° Rgt. Artiglieria

 


Corsica,

Casamozza,

12.09.1943

 

02.06.1944

 

Apuania, 09.03.1911

 

6

 

Maggiore SPE

EBAT

Costanzo


Comando Superiore

FF.AA. d’Albania

Partigiano

 


Roma,

03.06.1944

 


11.05.1953

 

Livorno, 04.04.1911

 

7

 

Maggiore

GAMERRA

Gianpaolo

 


5° Rgt. ‘Superga’

 


Stagno (LI) ,

09.09.1943

 

 

Torino, 08.10.1907

 

8

 

Cap. Compl.

ORZALI

Angelo

 


2° Rgt. Art. Alpina

 


Nikolajewka

(Russia)

26.01,1943

 

15.04.1947

 

Viareggio (LU)

17.08.1913

 

9

 

Seniore M.V.S.N.

PAOLETTI

Vezio

 


Raggrupp. Artiglieria

Piccoli Calibri

 


Battaglia del Levante

Candiel, 27.07.1938

 

30.11.1939

 

Firenze, 14.04.1890

 

10

 

Cap.Compl.

TAMANTI

Gianni

 


136° Rgt. Artiglieria

Div. ‘GG.FF.’

 


Enfidaville

(Tunisia)

20.04.1943

 

31.12.1947

 

Aulla (Apuania)

08.06.1909

 

11

 

Sten.Compl.

TANI

Sante



7° Rgt. Art. C. d’A.

 


Arezzo,

15.06.1944

 

03.10.1952

 

Arezzo, 03.04.1904

 

12

 

M.llo Ord.

TEMPESTI

Ferruccio


2° Rgt. Art. Alpina

 


Fronte russo, 02.01.1943

 

01.10.1951

 

Pisa, 12.01.1912

 


CROCE D’ONORE ALLE VITTIME DI ATTI DI TERRORISMO O DI ATTI OSTILI IMPEGNATE IN OPERAZIONI MILITARI E CIVILI ALL'ESTERO



Magg.SPE

CIARDELLI

Nicola


185° Rgt. RAO


Nassiriya,

27.04.2004


Pisa, 11.09.1972



LE MOTIVAZIONI


BERGHINZ Giovanni Battista

Tenente in s.p.e. - Artiglieria - Partigiano combattente

luogo di nascita: Montecatini Terme (Pistoia)



Data del conferimento: 1944


alla memoria



motivo del conferimento

Ardente passione e sublime senso del dovere fecero di lui un eroe, che, lasciata la terra straniera ove combatteva, tornava attraverso stenti e peripezie sul sacro suolo della Patria per impugnare le armi e difenderla dalla oppressione. In innumerevoli audaci sabotaggi e arditi colpi di mano rifulgeva il suo valore santificato dall’epica lotta combattuta. Arrestato, seviziato e ridotto quasi cieco, subiva con stoica rassegnazione e fiero contegno ogni martirio, ma non tradiva i compagni. Decedeva sotto i colpi dei suoi carnefici assurgendo nel cielo dei più puri eroi della Patria. Zona di Udine, 12 agosto 1944 




BOCCI Enrico Guido 

Cap. a. - Partigiano combattente

luogo di nascita: Firenze (FI)




alla memoria



motivo del conferimento

Tempra indomita di patriota, dedicò tutta la sua esistenza alla lotta contro l' oppressore per il supremo ideale della libertà e della giustizia. Fu tra i primi ad impugnare le armi, facendosi promotore ed organizzatore della lotta militare clandestina in Toscana. Organizzò e diresse, in ambiente particolarmente sorvegliato dal nemico, il servizio di radiotrasmissione, che, attraverso numerose stazioni clandestine, mantenne il collegamento con gli alleati. Braccato dai nazifascisti, riuscì a sfuggire alle insidie che quotidianamente gli venivano tese per catturarlo, finché, sorpreso nella sede del comando del servizio radio, fu imprigionato e sottoposto a inaudite sevizie. Agli aguzzini che tentavano di strappargli con le barbare torture rivelazioni sul servizio radiocollegamenti che tanto loro nuoceva, rispose col contegno dei forti irrobustito dalle sofferenze e non una parola che potesse nuocere ai compagni ed al servizio uscì dalle sue labbra. Nulla si è più saputo del suo destino. Firenze, giugno 1944. 




BOTTIGLIONI Carlo

Capitano in s.p.e. ( Artiglieria Alpini , 3° reggimento artiglieria alpina )

luogo di nascita: Carrara (Apuania)



Data del conferimento: 1941


alla memoria



motivo del conferimento

Magnifico comandante di batteria alpina, contribuiva col tiro efficace dei suoi pezzi a ricacciare il nemico da una strada di fondo valle che costituiva importante via di rifornimento per le nostre truppe. In successiva azione, si portava d’iniziativa presso il comando delle unità di fanteria per rendersi conto delle nuove zone da batteri e prendeva parte attivissima alla conquista di un importante caposaldo. Si offriva poi spontaneamente di guidare alcuni reparti bersaglieri operanti, attraverso aspro e nevoso terreno. Raggiunti gli obiettivi, si lanciava risolutamente contro il nemico alla testa delle prime squadre d’attacco, animandole ed incitandole con l’esempio del suo eroico ardimento. Gravemente ferito continuava risolutamente la lotta finché, stremato di forze, veniva catturato, ucciso e barbaramente precipitato in un burrone. Fulgido esempio di altissimo spirito guerriero e di ardente entusiasmo. Vai Bercio - Mali Paicies Q. 1430 (Fronte greco), 30 dicembre 1940 - 6 gennaio 1941. 




CACCIATORI Werther

Capitano Artiglieria Al comando della 127^ Batteria c.a. da 90/53

luogo di nascita: Carrara (MS)



Data del conferimento: 18- 10- 1947 C.P.S.




motivo del conferimento

Comandante di batteria contraerea in base navale d’oltremare contrastava la violenta continua offensiva aerea con indomita reazione delle proprie armi. Esaurite le munizioni dei cannoni, organizzava la batteria a caposaldo e si opponeva ai reparti d’assalto, sbarcati dall’avversario sull’isola assediata, con le armi leggere rimaste gli. Con ripetute azioni condotte di sua iniziativa e guidate di persona attaccava ripetutamente il nemico avanzante per trattenerlo nel tentativo di aggirare il vicino comando tattico dei reparti britannici e dava continue prove di eccezionale sprezzo del pericolo e di elevate virtù militari. Divenuta ormai disperata la situazione, contrattaccava un’ultima volta alla testa di esiguo gruppo di marinai e con la perdita di un braccio offriva alla Patria il suo tributo dì sangue. Combattente esemplare e temerario, destava profonda ammirazione in quanti furono testimoni del suo valore. Lero, 16 novembre 1943. 




CONTI Bruno

Capitano cpl., 35° rgt. artiglieria, Divisione « Friuli ».






motivo del conferimento

Comandante di batteria in caposaldo, attaccato di sorpresa dai tedeschi fino allora alleati, veniva mortalmente ferito in combattimento. Benché conscio della sua fine, incurante dello strazio della carne piagata, per tre ore continuava serenamente ad impartire ordini ed incitare i propri artiglieri per la resistenza e per la lotta ravvicinata contro il nemico giunto a contatto dei pezzi; ricusando ogni cura allontanava da sé, per farli partecipi alla difesa della batteria, coloro che lo assistevano. All’unico soldato che aveva tenuto vicino, dava ordine, mentre il nemico raggiungeva i pezzi, di allontanarsi affinché non cadesse prigioniero e chiudeva la sua esistenza terrena esprimendo la sua soddisfazione per il comportamento dei suoi uomini. Fulgido esempio di eroismo, di completa dedizione al dovere e di elette virtù di soldato. — Corsica, Casamozza, 12 settembre 1943. 




EBAT Costanzo

Maggiore in s.p.e. di Artiglieria Partigiano combattente, in servizio di S.M.

luogo di nascita: Livorno (LI)



Data del conferimento: 1944


alla memoria



motivo del conferimento

Dopo l’armistizio, con fedeltà e con decisione, prodigava ogni sua attività nella lotta di liberazione entrando a far parte del fronte militare della resistenza sorto nella Capitale e rendendo servizi altamente e vivamente apprezzati nei campi organizzativo, informativo e della propaganda. Operando in condizioni di ambiente particolarmente difficili e pericolosi, riusciva a raccogliere importanti notizie sulla situazione dei tedeschi al fronte di Anzio e nella regione della Tolfa. Cadeva, poi, per delazione, in mano delle SS. germaniche insieme ad un gruppo di suoi dipendenti. Per trentacinque giorni, ripetutamente interrogato e barbaramente seviziato, manteneva fiero ed esemplare contegno, nulla rivelando sull’organizzazione di resistenza, che gli era ben nota, e rivendicando generosamente su di sé ogni responsabilità nel tentativo di salvare i dipendenti. Condannato e tratto a morte con altri cinque compagni, era a tutti di esempio per serenità e per fede e, nelle lettere scritte dal carcere, lasciava memorabili testimonianze del modo con il quale i più nobili sentimenti, di Religione, di Patria, di Famiglia, debbono albergare nell’animo di un prode soldato. Roma, 3 giugno 1944. 




GAMERRA Gian Paolo

Maggiore s.p.e., 50 rgt. artiglieria «Superga».






motivo del conferimento

Mentre accorreva con il suo gruppo privo di scorta a sostenere reparti duramente impegnati coi tedeschi, scontratosi con soverchianti forze corazzate germaniche e ricevuta intimazione dal comandante di queste di consegnare le armi e gli automezzi, opponeva un fiero e deciso rifiuto. Attaccato d’improvviso con mitragliatrici e cannoni, accettava l’impari lotta ed opponeva con ogni mezzo accanita resistenza, guidando i suoi artiglieri con la voce e con l’esempio in una lotta disperata. Cadeva colpito a morte col nome d’Italia sulle labbra, fedele al suo giuramento di soldato, abbracciato alla mitragliatrice che egli stesso faceva funzionare, avendo sostituito il mitragliere mortogli accanto. Pura affermazione, nel tragico momento che la Patria attraversava, del sentimento del dovere dell’Ufficiale italiano al servizio di un ideale e promessa luminosa per l’avvenire d’Italia. — Stagno (Livorno), 9 settembre 1943. 




ORZALI Angelo

Capitano cpl., 2° rgt. artiglieria alpina, div. «Tridentina ».






motivo del conferimento

Residente all’estero, otteneva di essere richiamato in Patria per prendere parte attiva al conflitto. Al fronte occidentale e su quello greco-albanese si prodigava senza economie animato da fede incrollabile e da indomito coraggio. In Russia in dure marce dì ripiegamento ostacolate da imponenti schieramenti nemici è sempre in testa con la più avanzata compagnia alpini. In una azione particolarmente grave per la superiorità del nemico che produce vuoti paurosi nelle nostre truppe, forma di iniziativa una grossa squadra di fucilieri e muove all’attacco di munitissime postazioni nemiche. Ferito una prima volta in varie parti del corpo trascina ancora i suoi uomini all’attacco fino a quando un secondo colpo gli stronca gli arti inferiori. Caduto, addita ai superstiti la posizione nemica che viene raggiunta e trova parole di conforto per i feriti che ha vicini. Ai sopraggiunti che vogliono soccorrerlo comanda con la pistola in pugno che siano messi in salvo prima tutti gli altri feriti; lui raggiungerà per ultimo il posto di medicazione. Conscio della propria fine, rincuora quelli che gli sono vicini e trasmette per i suoi bimbi lontani l’imperativo che è stato dogma della sua giovane vita ((dare tutto per la Patria, senza rimpianti, senza economie ». — Nikolajewka (Russia), 26 gennaio 1943.




PAOLETTI Vezio 

Seniore Raggruppamento artiglieria piccoli calibri

luogo di nascita: Firenze (FI)



Data del conferimento: 1938




motivo del conferimento

Comandante di un gruppo da 65/17 in accompagnamento immediato, gravemente ferito in un incidente automobilistico durante l’azione e costretto all’ospedale, ne usciva dopo pochi giorni sebbene ancora sofferente e febbricitante, per riprendere il suo posto di combattimento. Durante un violento, improvviso attacco nemico, che penetrava in prossimità della linea dei pezzi e minacciava di estendersi rapidamente, con virile coraggio e rapide e felici disposizioni riusciva ad organizzare la difesa e a passare al contrattacco alla testa dei suoi artiglieri e al canto degli inni della Patria. Legionario di altissima fede, fulgida figura di combattente, comandante sereno, accorto, valente, valorosamente distintosi in venti mesi di campagna per brillanti qualità militari e indomito coraggio. Battaglia del Levante - Caudiel, 27 luglio 1938. 




TAMANTI Gianni

Capitano cpl., 136° rgt. artiglieria, divisione «Giovani Fascisti».






motivo del conferimento

Comandante di batteria semovente controcarro, impegnata in rischiosa azione oltre le nostre linee, non esitava a lasciare, d’iniziativa, le posizioni d’attesa per avventarsi contro preponderanti forze corazzate avversarie, che stavano per annientare un nostro reparto in ricognizione. Respinte le formazioni corazzate avversarie e sotto posto a violenta reazione, con avveduto audace intervento personale non esitava a sacrificare coscientemente la propria vita accanto ad un pezzo pur di riuscire a sottrarre alla distruzione il suo reparto. * Enfideville (Tunisia), 20 aprile 1943. 




TANI Sante

Sottotenente di cpl. Artiglieria

partigiano combattente

luogo di nascita: Rigutino (AR)



Data del conferimento: 1944


alla memoria



motivo del conferimento

Subito dopo l’armistizio dava vita ai movimento di resistenza nella città e nella provincia di Arezzo. Organizzatore ed animatore impareggiabile, presiedeva il Comitato di liberazione cittadino e comandava formazioni partigiane nella campagna dando, in difficili circostanze, belle prove di decisione e di coraggio. Caduto in mani nemiche veniva brutalmente seviziato, gettato in carcere senza soccorso alcuno e, per diciassette giorni, barbaramente e ripetutamente interrogato. Mantenendo contegno fiero ed esemplare nulla rivelava anche quando gli veniva offerta libertà a prezzo di delazione. Trucidato nella sua cella, sacrificava la vita agli ideali di Patria e di Libertà. Arezzo, 15 giugno 1944. 




TEMPESTI Ferruccio

Maresciallo ordinario, 2° rgt. artiglieria alpina, div. «Tridentina ». 






motivo del conferimento

Maresciallo di maggiorità, assumeva volontariamente il comando di un plotone di formazione conducendolo valorosamente in aspri, continui, estenuanti combattimenti diurni e notturni. In uno deg7i ultimi disperati attacchi per rompere l’accerchiamento nemico, sempre alla testa del suo plotone, veniva gravemente ferito, ma continuava a guidare e ad incitare i suoi alpini su una slitta ambulanza. Conquistata una altura con rilevanti perdite, ai feriti offriva il suo posto sulla slitta e per altri tre giorni continuava la marcia ed i combattimenti fino all’uscita dalla sacca, nascondendo al suo comandante la gravità delle ferite riportate, per non cedere il comando dei resti gloriosi del suo plotone e l’incarico di custodire personalmente lo stendardo reggimentale. Dopo qualche giorno in seguito alle ferite e ai disagi spirava. Fulgido esempio di eroismo. — Fronte russo, 26 gennaio 1943.













CIARDELLI  Nicola

Maggiore



Data del conferimento: 18- 7- 2006


alla memoria



motivo del conferimento

Giovane ufficiale della Brigata Folgore dalle straordinarie qualità morali e professionali, comandato in missione di pace nel teatro iracheno, si prodigava con grande perizia ed eccezionale efficacia per il pieno assolvimento della delicata missione affidatagli. Il 27 aprile 2006, nel corso dell'operazione di trasferimento verso il comando delle locali forze di sicurezza ove svolgeva un'intensa attività di sostegno alla rinascita locale, perdeva nell'adempimento del dovere la sua giovane vita a causa della devastante deflagrazione di un potente ordigno occultato proditoriamente da mano ignota. Chiaro esempio di elette virtù militari, elevato senso del dovere e dedizione al servizio che ha sempre profuso con profondo entusiasmo fino al supremo sacrificio, contribuendo in misura rilevante ad accrescere il prestigio dell'Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale. (An nassiriyah - Iraq, 27 aprile 2006)









PARTIRONO SENZA RITORNO - LA GLORIA LI ACCOLSE